Intervista a Lucio Paura sui particolari del castello di Mottafollone, dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Vorrei farti qualche domanda sullo stemma che è stato collocato sia nell’atrio che sulla torretta del Castello; riguarda le ultime famiglie che hanno vissuto nel maniero?

 

_“ Si! … Quando si parla del castello di Mottafollone si deve far riferimento anche alle ultime due famiglie che vi abitarono: Severini e Zupi.

Famiglie che hanno origini ben differenti ma molto simili nella formazione culturale ed ideologica.

Il cognome Zupi, se non sbaglio, non è delle nostra zona! Come sono venuti a Mottafollone?

 

_“Infatti è una famiglia meridionale originaria di Fiumefreddo .

Il cognome deriva dai famosi Zocco i “cavalieri della stella”.

Furono feudatari  assai doviziosi e ragguardevoli, molto benemeriti della Patria e della Religione.

Nel 1022 entrarono a far parte dei cavalieri della stella , ordine istituito da Re Roberto il “devoto”. Questi cavalieri combatterono e versarono il loro sangue per la fede Cristiana.

Di fatti nel loro stemma, conservato presso l’Archivio locale, si trova la stella a sei punte contrassegno dell’omonimo cavalierato e  la torre con alla base un cerchio che racchiude i territori in loro possesso. Bisogna inoltre ricordare che un tempo non era concesso a nessuno mettere una torre nel proprio stemma se non ne possedeva qualcuna realmente, d’altra parte a nessuno era concesso innalzare torri se non apparteneva ad una illustre e ragguardevole famiglia feudataria.

Pochi sanno che verso la fine del 1800, molti dei componenti della famiglia Zupi, entrarono a far parte della massoneria calabrese (esiste nell’archivio della Loggia Bruzia il diploma di Maestro intestato al fratello Antonio Zupi) dove vennero a contatto con il Maggiore Pasquale Severini di Mottafollone, iniziato anch’esso nei “Pitagorici Cratensi Risorti” di Cosenza. Il destino volle che nel 1921 Egildo Zupi sposasse Gemma Severini (Nipote di Pasquale Severini)…

Nello stemma vennero così inseriti altri due simboli: a destra le doppie chiavi incrociate, simbolo Papale ma soprattutto del Gran Tesoriere di Loggia; a sinistra l’Occhio, simbolo molto caro ai massoni (“colui che tutto vede”).

 

Ho notato che nell’atrio, dopo le dovute pulizie, è rinvenuta sul selciato la famosa “rosa dei venti”, “disegnata” un tempo con cocci di tegola sul selciato.

Come mai questo simbolo?

_“Per molti è semplicemente una rosa dei venti, ma secondo il mio parere si tratta di una stella ad otto punte che nasconde un significato ben preciso, proprio come altri simboli che ho notato all’interno del castello.                                                                                               

Presso i neoplatonici e i neopitagorici l’origine del mondo scaturirebbe da un cerchio generato da due quadrati ruotanti di 45° rispetto ai propri assi. La figura che ne deriva è un ottagono, uno dei principali simboli esoterici dell’arte e della tradizione cristiana.

Il numero otto rappresenta il mondo intermedio tra la circonferenza del cielo e la mole quadrata della terra, il punto di arresto della manifestazione, la bilancia dei cabalisti; lo stesso numero, coricato, rappresenta l’infinito.

La stella a otto punte, o anche stella Polare, costituisce un simbolo mandalico che rappresenta il percorso dal mondo terreno alla salvezza eterna. Essa riceve l’appellativo “polare” per  indicare l’idea del “polo”, ossia del Centro del Mondo, dove passa l’Axis Mundi. Non a caso, il simbolo del Centro Sacro per eccellenza (un quadrato regolare in cui sono state tracciate le due diagonali principali e le due mediane) presenta al centro del quadrato una “stella” ad otto punte. La sua versione circolare, la Ruota a Otto Raggi, compare in Oriente quanto in Occidente, sotto diverse forme: “Ruota della Vita” o “Ruota dei Chakra“. Il Centro Sacro, la Ruota, ma anche la Rosa dei Venti, che viene utilizzata per indicare i punti cardinali, e la Rosa ad Otto Petali sono tutti simboli che si richiamano al medesimo principio fondamentale.

La Redazione

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7 risposte a “Intervista a Lucio Paura sui particolari del castello di Mottafollone, dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

  1. eccellente, sono un erende Zupi.

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  2. Salve. Negli anni 50 ho frequentato le elementari al “Castello” e poi nel cortile ho passato interi pomeriggi a giocare con Antonio Renda..un ragazzo che abitava lì. Ricordo quella stella, ma mi pare fosse ancora integra. Ora caro Lucio ti volevo chiedere se corrisponde al vero che esiste un passaggio sotterraneo e dove porta; e se è vero che al suo interno sono state trovate divise ed armi antiche di epoca francese. Grazie.

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    • All’interno dell’atrio sono state rinvenute delle botole, sicuramente 2 sono cisterne in muratura dove un tempo mettevano l’acqua, le altre non sono state ancora visionate. Di certo nei castelli medievali di solito erano previste, in fase di costruzione, delle vie di fuga che in caso di attacchi di nemici si doveva uscire fuori dalle mura di cinta.
      Le armi con le divise si dice che sono state ritrovate sul serio, ma si tratta di armi del periodo risorgimentale.
      Non so attualmente dove sono state nascoste

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  3. In quale periodo è stata realizzata la stella a otto punte?

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    • Secondo il mio parere la stella ad otto punte è stata realizzata verso la metà dell’ottocento, poiché esponenti della famiglia Severini, in quel periodo, entrarono a far parte dei “pitagorici cratensi risorti” di Cosenza, loggia massonica di rito scozzese Antico.

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  4. Ricerca capziosa, scrupolosa da parte del dott. Lucio Paura, dopo tanti scritti da parte di improvvisati scrivani di modesta collocazione nell’ancestrale ed atavico universo dello scrivere (di Mottafollone) che non meritano considerazione alcuna dal contenuto sciapido ed inconsistente, che non riesumano niente, ecco un ragazzo impegnato nella ricerca e nella collocazione sia dei dati, che delle date, che dire eccellente.
    Da parte di un visitatore occasionale che trova la ricostruzione dei fatti attinente alla realtà storica, conosciuta attraverso documenti, elaborati, e scritti, nonché racconti e favole da parte del suo papà.

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  5. Complimenti, bell’articolo!
    Eh già siamo di Fiumefreddo Bruzio (Cs)
    L’ultimo che ci ha abitato è stato mio nonno.

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