Riportiamo l’articolo pubblicato sulla Gazzetta del sud il 19 gennaio

Spesa pubblica ridotta e servizi razionalizzati per tutta la comunità

Francesco Antonio Bruno (Sindaco del Comune di Mottafollone)

In questi due anni e mezzo di consiliatura l’amministrazione comunale ha collaborato fianco a fianco con l’intera cittadinanza. Sul piano organizzativo si è proceduto ad un’importante riduzione dei costi, eliminando gli sprechi e razionalizzando i servizi. Partendo da questo presupposto siamo riusciti a gestire l’ente in modo oculato, nel rispetto delle regole, delle leggi e delle esigenze della popolazione. Abbiamo valorizzato le risorse umane delle strutture pubbliche, instaurando un clima di serenità che ha consentito di creare le condizioni per operare in sinergia con il consiglio comunale ed in particolar modo con la minoranza, nell’interesse generale del paese. La parola d’ordine è stata organizzazione: ogni settimana si tiene una riunione di giunta per consentire a tutti i componenti di essere informati e di esprimere la loro opinione sulle diverse tematiche; periodicamente si svolgono delle riunioni di gruppo, affinché ogni eletto della maggioranza possa conoscere l’operato dell’Amministrazione e formulare le proprie proposte; di recente abbiamo associato con i comuni di Sant’Agata di Esaro, San Sosti e San Donato di Ninea i servizi sociali e quello di polizia municipale, contenendo le spese. Il coinvolgimento della popolazione è costante nelle scelte importanti e nella disamina delle problematiche. Sul fronte operativo abbiamo provveduto al pagamento dei debiti fuori bilancio ed alla risoluzione di alcuni contenziosi che duravano da oltre trent’anni, riguardanti l’acquisizione di aree da destinare alla costruzione di strade ed al passaggio della rete fognaria. L’amministrazione, inoltre, ha investito una parte ingente delle proprie risorse alla redazione del Piano strutturale comunale. Tanti ed importanti i lavori realizzati: la metanizzazione del paese (per oltre un milione di euro), il rifacimento del tetto della chiesa Madre (81 mila euro), il completamento di due appartamenti inseriti nel progetto casa-albergo (55 mila euro), la sistemazione dello stadio comunale (88 mila euro), la messa in sicurezza del centro storico, dell’area cimiteriale e della scuola elementare (300 mila euro), il miglioramento della rete idrica e la sistemazione di alcune arterie rurali (220 mila euro). È stato realizzato il nuovo asilo nido intercomunale (242 mila euro), l’impianto fotovoltaico della scuola media (80 mila euro) ed è stato acquistato un nuovo scuolabus. Sono stati già finanziati i lavori per il rifacimento della palestra e del campetto delle scuole elementari (224 mila euro), del centro di aggregazione giovanile (538 mila euro) e per la valorizzazione del centro storico (550 mila euro). Nell’ambito dei piani Pisl abbiamo presentato un progetto di 350 mila euro per il recupero degli itinerari turistici e delle strutture ricettive esistenti nel territorio del Parco del Pollino

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8 risposte a “Riportiamo l’articolo pubblicato sulla Gazzetta del sud il 19 gennaio

  1. Palestra delle scuole elementari? ma non stanno per chiudere le scuole a Mottafollone?

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  2. centro di aggregazione giovanile? che iniziativa è questa?? potete spiegarla meglio?

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  3. il mondo gira al contrario!

    se… aspettate che che qualcuno dell’aministrazione venga a spiegarvi qualcosa…!!! scrivono solo dove non possono essere risposti… il confronto con loro non esiste… e questa la chiamate democrazia locale??? dove un’amministrazione opera allo scuro del cittadino che non sà nemmeno cosa accada al suo paese… che qualcuno di loro si faccia avanti e ci spieghi di preciso che succede… è bello scrivere somme esorbitanti per sbalordire e magari il contributo che nè può derivare per la comunità è minimo!!!! VOGLIAMO PIU’ INFORMAZIONE!!!!!! siamo un popolo di anziani, abbiamo un ospizio cn le quattro frecce da decenni, e apriamo un asilo nido??? abbiamo un fiume meraviglio da valorizzare… e costruiamo piazze??? abbiamo un centro storico da valorizzare e pensiamo al gas??? e per non parlare dell’eolico che doveva sorgere nel nostro territorio e che invece ci ha lasciato un palo fissato a terra da anni… moh… beato chi ci capisce qualcosa!!!!

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  4. Io chiedo, perchè prima di esprimere il mio giudizio voglio sapere..è vero che c’è poca informazione ma attraverso questo giornale ci viene data anche la possibilità di chidere e sapere!
    Aprire un asilo nido a mio parere è una cosa positiva, perchè lascia intendere la volontà di non far morire il paese..è vero anche che le strutture costruite bisogna poi usarle! Per l’ospizio onestamente credo che se non venga riqualificato il terreno poco si possa fare data la inagibilità della struttura! Questione gas metano: PIENAMENTE DACCORDO..siamo nel 2012 e non è possibile andare avanti ricaricando ancora le bombole del gas! IL paese necessita di progresso e penso che si debba pensare necessariamente prima al centro abitato, rendere quello qualificato e sfruttabile per un turismo (ora TOTALMENTE ASSENTE), sistemare il castello, sistemare il centro storico, creare percorsi guidati e via via allargare le aree di interesse..Puntare sulle bellezze naturali è una ottima idea, ma non si può fermare l’ammodernamento del paese che finalmente è iniziato!

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  5. Secondo me, il problema di fondo rimane una mentalità che, nel corso degli anni, anzichè contemplare un giusto sviluppo, sostenuto da idee costruttive atte a far crescere agricoltura e artigianato, ha ritenuto opportuno invece incentivare il dissociamento dalla realtà, dei cittadini, con una politica sterile e falangista.
    Sinceramente non vedo l’utilità di queste opere visto che bambini e giovani a Mottafollone ce ne sono sempre meno, e che senza un lavoro l’unico posto dove si possono aggregare, quelli che restano, rimane il bar o la stazione ferroviaria che li porta all’estero o al nord.
    A Mottafollone non serviva ne la casa di cura e ne 1000 altri eco mostri sparsi per il paese e per le campagne, ne serviva un asilo nido o itinerari turistici. Come si ha intezione di competere con la globalizzazione, ma soprattutto con i paesi emergenti che producono manufatti e offrono turismo ad un prezzo 100 volte più basso del nostro. Bisogna puntare su quello che gli altri non possono fare. Franco non ha fatto niente di nuovo in questo paese come gli altri prima di lui. Da persona matura e responsabile prima di tutto ci si sarebbe aspettato un intenso programma di formazione per i cittadini per rendergli visibili le risorse che hanno e insegnargli come usarle, e poi creare ricettività di risorse umane ed economiche, perchè finchè a Mottafollone la gente continuerà a partire o rimarrà confinata nella sussidarietà delle politiche delle amministrazioni, nessuno potrà vantarsi di aver risolto i problemi di questo paese.

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  6. Pasquale sono d’accordo con te..io quello che noto nel paese è un continuo malcontento che serpeggia tra la gente ma di fatto nessuno fa niente per risolvere la questione. Dotarsi delle infrastrutture fa parte però a mio avviso del raggiungimento di un certo status. A questo punto è doverosa una precisazione: la scevra edificazione di queste opere è del tutto inutile se non è supportata da una messa in opera e da un utilizzo concreto e pieno regime di queste strutture. Non è da condannare nello specifico la costruzione di un asilo nido ma è da condannare l’uso di questa struttura una volta terminata! Tuttavia dimenticarsi dei giovani del paese sarebbe una vera follia, visto che loro sono in primis le persone che il paese lo vivranno in un futuro..bisogna sensibilizzare loro in prima battuta e fare in modo che il loro ”patriottismo” sia usato realmente e non sia confinato solo a renderli ”permalosi” quando si critica qualcosa che non va del loro paese! fatti non parole!

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  7. Mi aspettavo una critica sinceramente…ma sono contento che qualcuno sia in sincronia con le mie opinioni. In effetti, i fatti sarebbero preferibili alle parole, ma ad oggi non vedo alcuna possibilità di svolta, anche perchè fino a quando nel paese si ragionerà per caste sarà sempre più difficile individuare i giusti percorsi da seguire per raggiungere la stabilità e lo sviluppo della comunità mottafollonese. Molti giovani non si preoccupano della loro condizione proprio per questo principio, poichè essere disoccupati e sempre meglio che fare un lavoro umile. “Fino a quando il popolo non avrà la consapevolezza di se stesso sarà difficile cambiare sistema e mentalità”. “La massa è confusa, dispersa, incapace di organizzarsi. Su questo caos si fonda la forza dell’élite, che è invece organizzata e in questo modo ottiene e mantiene il suo potere.
    Il criterio delle tre C, a mio avviso, descrive bene il funzionamento dei detentori del potere:-Consapevolezza; i membri della classe politica sono infatti consapevoli delle loro comuni posizioni politiche, sociali ed economiche e dello stato frammentato della massa.
    -Coesione; a differenza della masse, i membri della classe politica si alleano e si organizzano.
    -Cospirazione; i membri della classe politica mascherano il loro governo sulla massa, nascondono il fatto che vi sia un’élite al potere.”
    Le ultime righe sono tratte da due teorie fermamente in contrapposizione: il socialismo di Marx e l’elitismo di Mosca, Pareto e Michels. In fondo però dicono una sola verità: che il popolo diviso non ha nessuna possibilità di capovolgere le cose. Scusate per il copia e incolla ma volevo che fosse evidente che sia da destra, sia da sinistra il problema rimane uno solo: noi stessi.

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  8. Ottime parole! a mottafollone non esiste la destra e la sinistra perchè la politica viene fatta basandosi sulle amicizie che funzionano solo da serbatoi di voti! quello che mi dispiace è non vedere gente impegnata seriamente a volersi coalizzare..la classe politica ( e in questo sono in disaccordo con te Pasquale) di Mottafollone non è unita, perchè davvero si continua a fare la lotta tra poveri con 2 schieramenti..! La politica a Mottafollone è morta!
    E’ morta perchè gli schieramenti servono solo a decidere da che lato sedersi e ad indicare chi ”comanda”! apprezzerei molto vedere non una morte della politica, ma piuttosto una massima espressione della politica votata solo al bene collettivo! Mi piacerebbe vedere un tavolo organizzato da tutti gli schieramenti o pseudoschieramenti esistenti a mottafollone, un tavolo nel quale a tavolino si decide cosa fare per i prossimi 10/15 anni e con il quale praticamente si fa un unico programma elettorale per entrambe le fazioni, tenendo presente come obiettivo finale solo il bene comune del paese..è davvero secondo me questo il modo di invertire l’andazzo!

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