Via libera del Senato al contestato decreto gelmini di riforma della scuola. Palazzo Madama ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Tafferugli a Milano subito dopo l’approvazione. L’opposizione, che annuncia un referendum, è fortemente critica. «È la prima volta nella storia della Repubblica – ribadisce Giuseppe Fioroni (ex ministro dell’Istruzione del Governo Prodi) che si fa una riforma a colpi di decreto utilizzando la calcolatrice di Tremonti e la mannaia della Gelmini». Una riforma che «va a colpire fra l’altro un segmento della scuola che funziona bene come le elementari». Per il premier Silvio Berlusconi l’approvazione del decreto è un grande risultato. «Dispiace solo – ha detto – che sono stati presi in giro tanti ragazzi in Roma e in altre città». Intanto il dissenso investe tutte le scuole di qualsiasi grado in tutt’Italia, le scuole primarie e secondarie dei nostri piccoli paesini, ormai decimate nel corso degli anni dalla diminuzione demografica giovanile, rischiano con questa legge di soccombere, nell’arco degli anni scolastici 2010/11 – 2011/12 un ridimensionamento notevole di molti posti di lavoro, comprenderà tutte le figure dipendenti della scuola pubblica (segretari, collabolatori scolastici, assistenti tecnici ecc.) le Università saranno solo un’utopia di pochi benestanti e l’ombra di una scuola classista si avvicina.
La Redazione